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IL DESERTO DEI TARTARI Versione italiana


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regia Riccardo Sottili

una produzione Occupazioni Farsesche e Estate Fiesolana 2007

con Andrea Chimenti, Alessandra Bedino, Amerigo Fontani, Fernando Maraghini, Marco Natalucci, Gianluigi Tosto, Alberto Galligani


musicisti
Andrea Chimenti (voce e pianoforte), Massimo Fantoni (chitarra), Stefano Santoni (chitarra), Simon Chiappelli (trombone)


Adattamento del testo e scrittura scenica Alessandra Bedino e Riccardo Sottili
Costumi Toni Musa

Le foto pubblicate sul sito sono di Angelo Trani

Perché Il Deserto dei Tartari ?
Premesso che ci sembra inutile spiegare e quindi banalizzare ciò che una metafora così perfetta in sé significa e nasconde insieme, la domanda ci stimola ad alcune riflessioni. Oggi, più che in altri momenti, ci accorgiamo di essere, non solo come singoli individui o come generazione ma addirittura come europei, sempre ‘di guardia’ sugli spalti di una civiltà/fortezza che sta cadendo a pezzi, nonostante il tentativo di strenua difesa (o forse proprio per questo). Siamo chiamati costantemente a vigilare e a difendere la nostra presunta identità e cultura, accerchiati e minacciati da nemici sempre più numerosi e potenti. Religioni e culture diverse, bisogni ed emergenze di ogni tipo sono oggi i nostri Tartari e la Fortezza Bastiani che dobbiamo difendere sembra invece minata al suo interno. Come Drogo nel romanzo, quando davvero arriverà la guerra tanto attesa e il nemico si farà vedere in faccia, forse anche noi saremo troppo stanchi e deboli e vecchi per saperlo affrontare. E forse soltanto in quel momento comprenderemo di aver sacrificato tutto per una difesa impossibile; solo lontano dalla Fortezza infatti, Drogo ritrova la libertà, se stesso, la propria vita arrivata alla fine.

Più in generale, il Deserto dei Tartari è per noi un grande romanzo sulla gioventù e sulla sua fine inesorabile, sul destino che gioca misteriosamente con noi, sulla libertà e la sua umiliazione, e soprattutto sul desiderio di Senso, di ideale, sulla domanda stessa di assoluto e sulla disperante assenza di una risposta.